Confortati e spronati dal successo di esperienze simili organizzate all’estero, nel 2008 sono nati ‘I Venerdì di Europa Uomo’ iniziativa dedicata a chi è stato colpito da tumore alla prostata. Il venerdì pomeriggio, la sede di viale Beatrice d’Este 37 a Milano, ospita attività supportivo-espressive di gruppo guidate da uno psicologo, incontri con specialisti del settore (urologi, radioterapisti, oncologi medici, fisioterapisti, sessuologi) e attività socio-culturali.

Gli incontri settimanali de ‘I Venerdì di Europa Uomo’ sono uno spazio, fisico e per così dire mentale, in cui conoscersi, confrontarsi, scambiarsi informazioni, darsi sostegno reciproco e incontrare dei professionisti a cui chiedere aiuto.

Il tipo di gruppo supportivo-espressivo, di un’ora e mezza, facilitato da psicologi esterni, è un contesto protetto, discreto e caratterizzato dalla fiducia e dal rispetto reciproco, in cui le persone possano raccontare la propria esperienza di malattia dando sfogo alle emozioni più intime e negative (in questo senso “espressivo”) e trovando conforto negli altri membri (in questo senso “supportivo”).

Terminate le limitazioni imposte dalla pandemia le riunioni stanno riprendendo in presenza ma la modalità in remoto rimarrà attiva per permettere a tutti di partecipare agli incontri utilizzando una piattaforma di facile utilizzo.

Oggetto di discussione e confronto sarà esclusivamente l’esperienza di tumore e l’impatto che essa ha avuto sulla vita delle persone direttamente coinvolte e delle loro famiglie. In questi incontri ciascuno è libero di raccontare la propria storia relativa alla malattia e di esprimere le proprie emozioni. Libero di chiarire a sé stesso e al gruppo che cos’è cambiato nella propria vita, nella percezione di sé e nella relazione con gli altri, di riferire come vive il rapporto di coppia e la propria sessualità, come vede il futuro. Naturalmente è possibile anche restare in silenzio e limitarsi ad ascoltare gli altri, in un’atmosfera di “non giudizio” e di condivisione partecipata.

Come si sa il tumore alla prostata è molto diffuso e se, diagnosticato tempestivamente, ha tassi di mortalità molto bassi ma colpisce profondamente l’identità maschile, l’autostima, il senso di competenza e può cambiare la quotidianità nel suo svolgersi più pratico. Ogni uomo reagisce a suo modo, con le sue difese, il suo grado di ottimismo, le sue speranze e il sostegno delle persone su cui può contare. Ma tutti, pazienti e familiari, sono messi a severa prova quando incontrano questo tumore. Affrontare la consapevolezza di avere un tumore alla prostata non è facile per nessun uomo né per i propri familiari.

È quindi particolarmente utile avere un aiuto alle domande che affollano la mente del paziente:

Come scelgo la cura più adatta al mio caso? Che terapie dovrò seguire? Saranno efficaci? Quali saranno gli effetti collaterali? Il rapporto di coppia ne risentirà? Potrò continuare a lavorare? Potrò ancora fare tutto ciò che faccio ora?

Dall’interazione con gli altri si possono imparare nuove strategie per fronteggiare le difficoltà e modi diversi di reagire. Aprendosi e condividendo i propri stati d’animo nel gruppo si crea subito un positivo senso di appartenenza che contrasta con quello di solitudine, molto frequente in casi di diagnosi di tumore.

Gli incontri del gruppo di auto-aiuto de ‘I Venerdì di Europa Uomo’ hanno dunque lo scopo principale di tutelare e migliorare la qualità di vita degli uomini colpiti da tumore alla prostata e delle loro famiglie, aiutandoli nel contempo a creare una nuova rete sociale di supporto.

I Venerdì di EUROPA UOMO durante la pandemia sono effettuati in remoto

Cosimo Pieri

Area del sito relaizzata grazie al contributo di Janssen