Credo che ciascuno di noi abbia dentro di sé qualche risorsa nascosta che ci aiuta a superare i momenti difficili della vita. Si tratta di cercarla però, perché spesso è sepolta nel profondo dell’animo. E di farla emergere e saperne approfittare. Me ne sono accorto nei tormentati mesi di questa pandemia.

Mi chiamo Pasquale e ho 66 anni. Gli ultimi dieci anni di vita non sono stati facili: mi è stato diagnosticato un tumore della prostata e ho perso la vista da un occhio. Sono stato così messo alla prova, ma ho sempre combattuto i momenti di sconforto.

Poi qualcosa è cambiato: le paure indotte dal coronavirus e l’isolamento che ne è conseguito mi hanno fatto dubitare per un momento della mia forza, hanno amplificato ansia e timori e bloccato la capacità di reagire.

Ho sofferto in particolare perché le visite di controllo necessarie per l’aggravamento della mia invalidità hanno dovuto essere rinviate a data da definirsi da oltre un anno e così è stato anche per il controllo del Cpap (un ventilatore medico utilizzato per evitare le ostruzioni e il collasso delle vie aeree superiori durante il sonno). Questa assenza di un aiuto rassicurante mi ha fatto sentire sempre più solo, ha creato dubbi e insicurezze…

Altro impedimento, la mancanza del contatto umano, in presenza, specialmente con gli amici del venerdì di Europa Uomo: si, è vero che da marzo 2020 ci siamo organizzati con le riunioni in tele-videoconferenza, ma non è come stringersi la mano e parlarsi guardandosi negli occhi, anche se mi ha aiutato ugualmente.

Sono stato travolto da questa situazione di “lunga emergenza”, con gravi ripercussioni sul mio stato psichico (senso di impotenza che a volte diventa rassegnazione poiché non riesco a vedere la “fine del tunnel”…)

Nonostante la frustrazione, nella lunga attesa di momenti migliori ho scoperto che avevo ancora una risorsa: ho reagito scrivendo il mio primo libro in autonomia, corredato dalle foto scattate in Calabria, dove sono nato, nella provincia di Reggio, e a Tropea, che amo particolarmente: la fotografia, infatti, è la mia passione.

Riguardando queste foto, ho visto belle immagini di mare, cosa che mi ha sempre aiutato a ritrovare un po’ di serenità, come si dice in calabrese: “A paci i l’anima a trovi guardandu u mari”.

Da un evento del tutto inaspettato come questa pandemia ho imparato così che nella vita, talvolta, le cose non vanno come vorresti e bisogna accettare la delusione così come la fragilità che deriva da questo senso di impotenza. Indubbiamente questo lungo periodo ci ha cambiato la vita, ma mi ha anche fatto scoprire risorse nascoste alla quale mi sono aggrappato e che non immaginavo di avere.

Pasquale Da Livio

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