EUROPA UOMO ha realizzato il sondaggio Euproms sulla qualità della vita dei pazienti con tumore alla prostata: una analisi fatta direttamente dai pazienti per i pazienti.
Euproms è un acronimo per Europa Uomo Patient Report Outcome Master Study.

Perché un sondaggio sulla Qualità della vita dei pazienti di Tumore alla Prostata promosso da Europa Uomo?

EUROPA UOMO ha sentito l’esigenza di ascoltare direttamente dalla voce dei Pazienti le loro indicazioni sulla Qualità della loro vita dopo la diagnosi ed i trattamenti per un tumore alla prostata, il sondaggio è stato realizzato con la collaborazione di tutte le 27 associazioni locali, con oltre 5000 risposte negli anni 2019-20.

Dove e come è stato compilato?

Dato che un paziente in generale desidera essere riconoscente per le cure ricevute è normale essere, forse, meno obiettivo in sondaggi realizzati in ambito clinico.
Per avere una totale obiettività questo sondaggio è stato invece compilato on line, a casa propria, in forma anonima nella propria lingua.

Che cosa abbiamo potuto mettere in risalto?

Le risposte sono state esaminate con gli stessi criteri scientifici normalmente applicati per i sondaggi in ambito medico ed in specifico con il supporto dell’Istituto Erasmus di Rotterdam.
Il report completo è disponibile sul sito https://www.europa-uomo.org/who-we-are/quality-of-life-2/the-euproms-study/ ed è stato presentato nei convegni internazionali, tra cui il congresso dell’ EAU , European Association of Urology, del 2020.
Malati età media 70 anni, con tutti i tipi di trattamenti.
Le domande, poste con modalità incrociata, avevano lo scopo di evidenziare il livello di qualità della vita in rapporto al/ai trattamenti seguiti e, poi, evidenziare il rapporto tra gli effetti collaterali dei diversi tipi di trattamento possibili.

Qui di seguito riportiamo una sintesi dei risultati ottenuti che possono essere di grande aiuto ai pazienti nella scelta della cura e nella nella gestione della loro malattia.

Quali influenze sulla qualità della vita dei diversi trattamenti?

Fig.2 influenze sulla qualità della vita dei diversi trattamenti: una visione generale dell’impatto della malattia sui diversi aspetti della vita del paziente: la vita sessuale risulta la più colpita

Fig. 3 Quali trattamenti generano dolori e malessere: sorveglianza attiva e prostectomia radicale sono meglio sopportati rispetto altre cure.

Dalla figura si vede come, dal punto di vista di malessere, stanchezza e insonnia, i disagi più sentiti, sono causati radioterapia associata ad ADT e chemioterapia, anche perché sono trattamenti più prolungati nel tempo.

 

Fig. 4 guardando la salute mentale si vede un andamento simile a quello per il dolore ma aumenta l’impatto della sorveglianza attiva perché, nel tempo, cresce l’ansia per la ripetizione, per tempi lunghi, delle verifiche successive

 

Fig. 5 La ripresa della funzione sessuale è un punto cruciale!
I diversi trattamenti hanno riflessi molto diversi sulle funzionalità sessuali! La metà dei pazienti ha riscontrato un problema moderato o grave dopo i trattamenti.

 

Fig.6 La funzione sessuale è impattata in modo molto diverso dai vari trattamenti: poco nel caso di sorveglianza attiva ma molto nel caso della chemioterapia.

La sorveglianza attiva, da questo punto di vista è la soluzione migliore in quanto il valore di 57 è quasi uguale 58 relativo ad una persona sana senza tumore alla prostata: la sorveglianza attiva non riduce le funzioni sessuali

Le altre cure, radioterapia, postectomia causano sensibili riduzioni dell’attività sessuale.

Queste due ultime figure riassumono i tre messaggi chiave che emergono dai dati raccolti

PRIMO MESSAGGIO CHIAVE

Fig. 7 incontinenza e attività sessuale sono i due fattori che impattano maggiormente sulla qualità della vita. Si vede nettamente come la sorveglianza attiva sia la soluzione meno impattante sulla qualità della vita.
Per contro la prostectomia causano il massimo danno in termini sia di capacità sessuale che di incontinenza.

SECONDO MESSAGGIO CHIAVE

Fig.8 Riassumendo in una sola figura i dati raccolti appare evidente il ridotto impatto della sorveglianza attiva rispetto le altre cure.
Si deve ricordare che la sorveglianza attiva è possibile solo nel caso di diagnosi precoce. La diagnosi precoce è il vero strumento per ridurre gli effetti del tumore alla prostata

TERZO MESSAGGIO CHIAVE

Abbiamo bisogno di centri oncologici con team multidisciplinari

Si è visto come il tumore alla prostata può essere curato con cure moto diverse tra loro dalla semplice sorveglianza fino alla chemioterapia e che queste diverse cure danno luogo a disturbi che impattano in maniera diversa, anche grave, sulla qualità della vita.
La scelta del “come mi curo” deve quindi avvenire esaminando tutte le possibili alternative cosa possibile solo all’interno di centri multidisciplinari focalizzati sul tumore alla prostata e che dispongono di tutti i mezzi di cura possibili.